Dopo la ISS, Macron sceglie Vast: Torino resta il cuore industriale
La Francia annuncia accordi con la californiana Vast per missioni spaziali, ma l'Europa deve proteggere la capacità produttiva di Torino, che costruisce moduli per Axiom e Gateway.

Nel giugno 2026, durante il vertice Choose France a Parigi, il presidente Emmanuel Macron ha dato visibilità a un accordo con la società americana Vast per due missioni spaziali: una con l'astronauta Thomas Pesquet verso la Stazione spaziale internazionale (ISS) e una con Arnaud Prost sulla futura stazione Haven-1. Parallelamente, l'ESA ha ampliato a ottobre 2026 un memorandum di cooperazione triennale con Vast per il periodo successivo alla dismissione della ISS. Mentre la politica francese parla di sovranità spaziale, l'industria italiana, in particolare a Torino, continua a produrre l'hardware fisico che sostiene l'autonomia europea in orbita.
Il contesto: hardware a Torino, contratti in America
La distinzione tra capacità industriale e accordi commerciali è centrale in questa fase. Il dibattito non riguarda la legittimità di acquistare accesso all'orbita, dato che non esiste attualmente un sistema di trasporto europeo autonomo per astronauti, ma le ricadute concrete sull'industria europea.
- Produzione torinese attiva: A Torino, Thales Alenia Space sta assemblando il primo modulo della futura Axiom Station, con lancio previsto per il 2028. Inoltre, la struttura primaria di HALO per il programma lunare Gateway è già uscita dagli stabilimenti piemontesi.
- Accordi ESA-Vast: Il memorandum firmato a ottobre è un'intesa esplorativa, non un contratto esclusivo di gestione. L'ESA mantiene contatti anche con Axiom e Starlab per valutare opzioni per la presenza europea post-ISS.
- Opacità sui costi: In Francia, il deputato Arnaud Saint-Martin ha chiesto in Parlamento la trasparenza sui costi e sulle coperture finanziarie delle missioni Vast, mentre il governo ha difeso le condizioni senza rendere pubblico il prezzo complessivo.
- Studi su avamposto europeo: A settembre 2026, l'ESA ha affidato a consorzi guidati da Airbus Defence and Space e OHB (Germania) gli studi preliminari per un possibile avamposto orbitale a guida europea, sollevando dubbi sul ruolo futuro di Torino nella progettazione.
Cosa significa per chi compra in Italia
Per il mercato italiano, l'impatto si riflette sulla tenuta della filiera aerospaziale e sulle opportunità di lavoro specializzato. La capacità di costruire moduli pressurizzati e strutture per stazioni orbitali è un asset strategico che genera indotto in Piemonte e non solo. Se gli accordi internazionali non vincolano la partecipazione europea alla governance o all'accesso ai dati, il rischio è che l'industria locale diventi semplice subfornitrice di piattaforme esterne, perdendo valore aggiunto.
Per le aziende e i professionisti del settore, la continuità dei contratti per Axiom Station e Gateway garantisce stabilità nel breve termine. Tuttavia, la futura architettura della stazione europea dipenderà da scelte politiche che dovranno bilanciare la dipendenza dai vettori americani con la valorizzazione delle competenze locali. La trasparenza sui contratti e la clausola di preferenza europea nell'impiego di fondi pubblici saranno i fattori determinanti per capire se la "sovranità" annunciata si tradurrà in posti di lavoro e proprietà intellettuale rimasti in Europa.
Il nodo resta aperto: l'Europa ha la tecnologia e le mani per costruire, ma deve definire le regole del gioco per non perdere il controllo strategico della propria presenza in orbita.
Domande frequenti
L'accordo con Vast sostituisce la produzione italiana?
No. L'accordo riguarda l'accesso a missioni e piattaforme commerciali. La produzione di moduli per Axiom e Gateway continua a Torino, mantenendo viva la capacità industriale europea.
Cosa cambia per i lavoratori del settore spaziale in Piemonte?
Nei prossimi anni, la domanda di manodopera qualificata per l'assemblaggio di Axiom Station e Gateway resterà alta, offrendo stabilità occupazionale legata a contratti già avviati.
L'ESA ha scelto Vast come partner esclusivo per il futuro?
No. Si tratta di un memorandum esplorativo triennale. L'ESA sta valutando anche altre opzioni, come Axiom e Starlab, per la futura stazione orbitale europea.
