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UE indaga su dieci publisher per le valute virtuali nei videogiochi

La CPC Network avvia un'indagine su dieci aziende del settore gaming per verificare la trasparenza dei prezzi e la protezione dei minori nell'acquisto di valute virtuali. Obiettivo: maggiore chiarezza per i consumatori.

UE indaga su dieci publisher per le valute virtuali nei videogiochi
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La rete europea per la tutela dei consumatori (CPC Network) ha comunicato l'avvio di un'indagine ufficiale nei confronti di dieci principali sviluppatori di videogiochi. L'obiettivo è verificare il rispetto delle normative UE in materia di protezione dei consumatori, con un focus specifico sull'utilizzo delle valute virtuali e sulle pratiche di acquisto in-app. Le aziende coinvolte includono operatori di grande rilievo come Ubisoft, Riot Games, Supercell, King.com Operations e Mojang.

Cosa cambia per la trasparenza nei giochi

Le autorità nazionali europee hanno rilevato che, nonostante un dialogo avviato nel 2025 con l'industria, non sono stati raggiunti risultati soddisfacenti in termini di adeguamento. Di conseguenza, sono state individuate diverse pratiche che richiedono una valutazione più approfondita. Le linee guida richieste alle aziende puntano a rendere l'esperienza di acquisto più equa e comprensibile per tutti gli utenti, inclusi i minori.

  • Prezzi chiari: obbligo di mostrare il prezzo reale degli oggetti e delle valute senza ambiguità.
  • Niente costi nascosti: divieto di utilizzare più valute o meccanismi di cambio che rendano poco chiaro il costo finale.
  • Contrasto alle pressioni: eliminazione di tecniche ingannevoli, come i countdown, per forzare acquisti indesiderati.
  • Diritto di recesso: informativa chiara sulla possibilità di recedere dal contratto entro 14 giorni, anche per valute non utilizzate.
  • Protezione dei minori: garanzia di termini equi e protezione specifica per gli utenti vulnerabili e i bambini.

Oltre a queste dieci aziende, la CPC Network ha avviato un'azione specifica contro Activision Blizzard. In questo caso, l'attenzione si concentra sui titoli Diablo Immortal e Call of Duty Mobile, esaminando aspetti come la raccolta dei dati personali, il design che potrebbe creare dipendenza e le impostazioni predefinite del controllo parentale.

Cosa significa per chi compra in Italia

Per i consumatori italiani, questa iniziativa rappresenta un passo verso una maggiore tutela negli acquisti digitali. Attualmente, si tratta di suggerimenti e verifiche di conformità: non sono previste sanzioni immediate, ma la pressione normativa potrebbe portare a cambiamenti concreti nelle interfacce e nei termini di servizio dei giochi. Chi gioca e acquista valute virtuali dovrebbe prestare maggiore attenzione alle informazioni precontrattuali e verificare la presenza di opzioni di recesso, che in passato erano spesso poco visibili o assenti. Per chi cerca titoli da acquistare o aggiornare, è utile monitorare le novità nel settore della informatica e intrattenimento digitale, dove le regole sui micro-pagamenti stanno diventando sempre più stringenti.

La trasparenza richiesta dalle autorità europee mira a ridurre l'asimmetria informativa tra sviluppatori e giocatori, garantendo che la scelta di spendere denaro reale per beni virtuali sia sempre consapevole e libera da pressioni psicologiche ingiuste.

Domande frequenti

Le aziende indagate verranno sanzionate subito?

No, al momento si tratta di un'indagine per verificare il rispetto della legge. Le autorità hanno inviato suggerimenti per adottare pratiche più trasparenti, ma non sono state applicate sanzioni immediate.

Cosa succede se compro valute virtuali in questi giochi?

L'acquisto è ancora possibile, ma le aziende sono tenute a fornire informazioni chiare sui prezzi e a rispettare il diritto di recesso entro 14 giorni, se applicabile, per le valute non ancora utilizzate.

Quali giochi sono stati specificamente citati?

La fonte cita titoli come Hunt: Showdown 1896, Candy Crush Saga, Minecraft, Valorant, Clash of Clans e For Honor, oltre a Diablo Immortal e Call of Duty Mobile per l'azione specifica contro Activision Blizzard.

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