Hack back negli Stati Uniti: cosa cambia per la sicurezza informatica aziendale

Le nuove linee guida Usa aprono alle aziende private le operazioni cyber offensive contro il crimine, ma in Europa e Italia la risposta resta difensiva.

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Hack back negli Stati Uniti: cosa cambia per la sicurezza informatica aziendale
Foto di Tima Miroshnichenko · Pexels

Le aziende private statunitensi potrebbero presto ottenere il via libera per condurre operazioni di contrattacco informatico diretto, il cosiddetto hack back, contro le organizzazioni criminali transnazionali. È questa la direzione tracciata da un recente memorandum negli Stati Uniti, che ridisegna i confini tra le tradizionali attività di difesa passiva e l'azione offensiva autorizzata per la tutela del business e delle infrastrutture critiche. La misura non rappresenta un liberi tutti: l'operatività resta subordinata a rigidi controlli statali, protocolli di ingaggio definiti e autorizzazioni preventive da parte delle autorità federali competenti.

Il contesto e la distanza normativa con l'Europa

La svolta americana sposta radicalmente il baricentro della risposta al cybercrime, passando dalla sola resilienza a interventi mirati per disattivare le infrastrutture degli hacker alla fonte. Tuttavia, il divario normativo e strategico rispetto all'Unione Europea e all'Italia rimane profondo. Nel nostro ordinamento e nel quadro comunitario, l'attribuzione di simili poteri a soggetti privati è esclusa. Le aziende europee non possono rispondere colpo su colpo o violare server esterni per recuperare dati rubati o neutralizzare una minaccia. La strategia nazionale ed europea si fonda interamente sulla protezione preventiva, sul rafforzamento della sicurezza perimetrale, sulla condivisione delle informazioni sulle minacce e sull'intervento esclusivo delle forze dell'ordine e delle agenzie governative preposte.

Cosa significa per la sicurezza informatica in Italia

Per le imprese che operano sul mercato italiano ed europeo, la novità d'oltreoceano non autorizza alcuna iniziativa autonoma di contrattacco digitale. Il principio cardine resta immutato: qualsiasi azione di reazione al di fuori del perimetro difensivo aziendale costituisce un illecito. La risposta alle campagne di phishing, ai tentativi di estorsione tramite ransomware e alle intrusioni nei sistemi deve imperniarsi sulla conformità alle normative vigenti, come la direttiva Nis2 e il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Le organizzazioni devono investire nella continuità operativa, nei backup offline e nella collaborazione con la Polizia Postale e il Csert nazionale, evitando qualsiasi emulazione di pratiche offensive che esulano dalle competenze del settore privato.

La gestione degli incidenti informatici continua a richiedere rigore procedurale, notifiche tempestive alle autorità nei termini di legge e il costante aggiornamento dei sistemi di sicurezza per proteggere dati e reti senza ricorrere a iniziative unilaterali.