AI in tribunale: i magistrati chiedono controllo pubblico sui dati
Oltre 50 dirigenti giudiziari chiedono trasparenza sui decreti per l'IA in tribunale: dati su server pubblici, divieto di addestramento AI commerciale e formazione obbligatoria.

Il 30 luglio 2026, oltre cinquanta presidenti di tribunale e procuratori della Repubblica hanno firmato un documento pubblico per richiedere una valutazione trasparente e condivisa dei decreti attuativi della legge 132/2025. La norma, entrata in vigore a settembre 2025, disciplina l'uso dell'intelligenza artificiale e la sovranità digitale sui dati processuali. I firmatari, provenienti dai principali uffici giudiziari italiani tra cui Roma, Milano, Napoli e Torino, chiedono che le decisioni non vengano prese a porte chiuse, ma attraverso una consultazione formale sulla piattaforma governativa Partecipa, con obbligo di riscontro motivato alle osservazioni ricevute.
Perché adesso: trasparenza e sovranità dei dati
La richiesta nasce dall'esigenza di governare un cambiamento che tocca la natura stessa della giurisdizione. I magistrati sottolineano che i dati processuali, contenenti informazioni sensibili su parti, testimoni e minori, sono un patrimonio pubblico di eccezionale delicatezza. Per questo, il documento chiede che i decreti sanciscano:
- l'elaborazione dei dati esclusivamente su infrastrutture pubbliche o qualificate, sotto il controllo dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale;
- un divieto assoluto di utilizzo dei dati giudiziari per addestrare modelli di IA commerciali di soggetti terzi;
- l'istituzione di un tavolo tecnico permanente presso il Ministero della Giustizia, con rappresentanza stabile della magistratura, dell'avvocatura e delle comunità scientifiche.
Il rischio temuto è che il segreto industriale dei fornitori tecnologici diventi uno scudo per sottrarre al controllo pubblico i dati e gli algoritmi con cui si amministra la giustizia, creando una zona franca giuridica in cui l'autonomia dell'AI non è soggetta a verifica.
Cosa implica per l'acquisto e l'uso degli strumenti
Per chi opera nel settore legale o per le amministrazioni che dovranno dotarsi di strumenti digitali, questa posizione segnala un cambio di paradigma. Non basterà più acquistare software di ultima generazione: la conformità alle future linee guida su sovranità e sicurezza diventerà un requisito obbligatorio, non opzionale.
| Aspetto | Scenario attuale | Richiesta dei dirigenti |
|---|---|---|
| Infrastrutture | Cloud privato spesso offshore | Server pubblici o qualificati in Italia |
| Dati per addestramento | Uso commerciale possibile | Divieto assoluto per IA terze |
| Supervisione | Controllo interno limitato | Tavolo tecnico permanente e consultazione pubblica |
Chi acquista licenze o servizi di digitalizzazione per studi legali o uffici pubblici dovrà verificare la provenienza dei server e la possibilità di audit indipendente. La formazione del personale diventerà altrettanto critica: i magistrati chiedono che l'uso degli strumenti AI non deleghi la decisione alla macchina, ma serva come supporto cognitivo, richiedendo competenze specifiche per interpretare i risultati.
La trasparenza richiesta non è solo una questione di procedura, ma un presidio contro il lock-in tecnologico. Senza garanzie chiare, le amministrazioni rischiano di dipendere da pochi colossi privati, con costi in aumento e perdita di autonomia decisionale. I prossimi mesi vedranno probabilmente l'apertura della consultazione pubblica, un'occasione per incidere sulle regole prima che i decreti diventino legge.
Domande frequenti
I dati giudiziari possono essere usati per addestrare AI commerciali?
I dirigenti giudiziari chiedono un divieto assoluto. I dati processuali devono restare su infrastrutture pubbliche o qualificate, senza che possano essere sfruttati da fornitori privati per migliorare i propri modelli.
Posso usare qualsiasi software di AI nel mio studio legale?
Non nel medio termine. I futuri decreti impongono requisiti di sovranità digitale e sicurezza. Sarà necessario verificare che il software operi su server conformi e che non trasferisca dati sensibili all'estero senza garanzie equivalenti.
Queste regole cambieranno il prezzo dei servizi legali?
L'adozione di infrastrutture qualificate e la formazione del personale potrebbero aumentare i costi iniziali. Tuttavia, la trasparenza e la sicurezza richieste mirano a evitare costi nascosti da dipendenze tecnologiche a lungo termine.
