Ddl in Senato: il diritto di parlare con un operatore umano
Un disegno di legge presentato in Senato mira a garantire l'accesso a un assistente umano nei servizi essenziali e presso le grandi piattaforme, vietando l'uso esclusivo di chatbot e IA.

Il Senato ha ricevuto un nuovo disegno di legge, a prima firma dei senatori del Pd Lorenzo Basso e Antonio Nicita, che punta a sancire il diritto di ogni consumatore di interagire con una persona fisica nei servizi di assistenza. Il provvedimento, intitolato "Desidero parlare con una persona", propone di riconoscere la possibilità di richiedere un operatore umano senza dover fornire motivazioni specifiche, limitando l'impiego esclusivo di sistemi automatizzati come risponditori vocali o assistenti conversazionali basati sull'intelligenza artificiale.
Perché adesso
La proposta nasce dall'esigenza di rispondere a una criticità diffusa: la difficoltà crescente per gli utenti di ottenere risposte concrete dai sistemi automatizzati, specialmente quando le questioni non rientrano nelle casistiche standard previste dai programmi. I proponenti sottolineano che la tecnologia non deve essere vietata, ma non può sostituirsi completamente al contatto umano. Un aspetto cruciale del ddl è l'estensione del diritto anche alle grandi piattaforme digitali e alle multinazionali, come Amazon, Google e Meta, che attualmente non dispongono di call center tradizionali con operatori fisici. L'obiettivo è garantire che l'interazione con una persona rimanga un diritto fondamentale, non un privilegio riservato agli anziani o ai casi di emergenza, in linea con quanto già previsto in altri ordinamenti europei come quello spagnolo.
- Obbligo di offrire l'assistente umano su semplice richiesta, senza obbligo di motivazione.
- Divieto di usare l'IA o i chatbot come unico canale di assistenza per le grandi imprese.
- Applicazione estesa ai servizi regolati (energia, telecomunicazioni, trasporti) e alle grandi piattaforme e-commerce.
- Introduzione di tempi massimi di risposta: 15 giorni per richieste ordinarie, 5 per contestazioni su fatture, 2 ore per guasti a servizi essenziali.
Cosa implica per l'acquisto
Per chi acquista beni o servizi in Italia, questa evoluzione normativa cambia la percezione del post-vendita. Attualmente, molti consumatori si trovano bloccati in loop con chatbot incapaci di risolvere problemi complessi, come rimborsi non dovuti o guasti tecnici. Se la legge verrà approvata, le grandi aziende dovranno strutturare canali di assistenza accessibili e continuativi, garantendo che l'utente non debba ripetere le informazioni già fornite cambiando canale. Questo significa che, in futuro, la qualità dell'assistenza umana diventerà un parametro di vigilanza per le autorità competenti, come Agcom e l'Antitrust, che controlleranno anche i tempi di attesa e pubblicheranno dati confrontabili tra gli operatori. Per il consumatore, questo si traduce in una maggiore tutela e in tempi di risoluzione prevedibili, specialmente per i servizi essenziali come luce, gas e connettività.
| Scenario | Situazione attuale | Scenario con il ddl |
|---|---|---|
| Assistenza clienti | Spesso solo chatbot o menu vocali complessi | Obbligo di operatore umano su richiesta |
| Tempi di risposta | Varievoli, senza limiti stringenti | Massimi: 15 giorni (ordinarie), 5 (fatture), 2 ore (guasti) |
| Continuità pratica | Spesso si riparte da zero cambiando canale | Identificativo univoco per non ripetere informazioni |
| Accessibilità | Spesso carente per anziani o disabili | Canali accessibili obbligatori |
Le associazioni dei consumatori accolgono positivamente la proposta, pur ricordando che il vero problema resta la volontà delle aziende di risolvere i reclami. La tecnologia, se ben gestita, può velocizzare i processi, ma non deve diventare un muro tra il consumatore e la risoluzione del problema. Per chi segue il mercato della tecnologia e dei servizi digitali, è utile monitorare come le grandi piattaforme adatteranno i propri sistemi di supporto nelle prossime settimane, poiché l'adeguamento richiederà risorse significative. Chi acquista online dovrebbe, intanto, continuare a documentare le interazioni con i sistemi automatici, poiché in caso di contenzioso la tracciabilità delle richieste sarà fondamentale. La norma, se approvata, segna un passaggio importante nella tutela del consumatore digitale, riequilibrando il rapporto di forza tra grandi corporation e utenti finali.
Domande frequenti
Posso già richiedere un operatore umano?
Attualmente, la possibilità dipende dalle politiche interne di ogni azienda. Il ddl, una volta in vigore, renderà questo diritto obbligatorio per le grandi imprese e i servizi regolati, indipendentemente dalle scelte aziendali.
Il ddl vieta l'uso dell'intelligenza artificiale?
No, il provvedimento non vieta l'uso di IA o chatbot, ma impedisce che siano l'unico canale di assistenza. L'utente dovrà sempre avere l'opzione di parlare con una persona fisica.
Chi controllerà il rispetto della norma?
La vigilanza sarà affidata alle autorità di settore competenti, come Agcom per le telecomunicazioni, Arera per l'energia e l'Antitrust, che potranno applicare sanzioni amministrative in caso di violazioni.
