Google ricorre contro l’obbligo di interoperabilità Android e dati Search nell’UE
Google ha presentato ricorso al Tribunale Generale UE contro l’obbligo di condividere funzionalità Android e dati di Search, citando rischi per sicurezza e privacy. Scadenze: Android 18 o agosto 2027, dati Search agosto 2026‑gennaio 2027.

Il 29 settembre 2026, Google ha presentato ricorso al Tribunale Generale dell’Unione europea contro l’obbligo di garantire l’interoperabilità AI di Android e la condivisione dei dati di Search, come previsto dal Digital Markets Act (DMA). L’azienda di Mountain View ha già ricevuto una sanzione di 890 milioni di euro per due violazioni del DMA.
Contesto: cosa cambia
- Google deve permettere l’attivazione di assistenti AI di terze parti con una hotword simile a “Hey Google”.
- Gli assistenti di terze parti devono poter accedere alle app installate e ai componenti hardware di Android.
- Le modifiche devono essere implementate con Android 18 o entro agosto 2027.
- Google deve consentire ai concorrenti di accedere ai dati di Search, condividendoli anche con gli sviluppatori di chatbot AI.
- Le scadenze per la condivisione dei dati di Search sono tra agosto 2026 e gennaio 2027.
- Google sostiene che l’obbligo comporterebbe rischi per sicurezza e privacy, in particolare la divulgazione di cronologia di ricerca privata senza adeguata anonimizzazione.
Cosa significa per gli utenti italiani
Per chi utilizza dispositivi Android in Italia, le modifiche previste potrebbero offrire un’ampia scelta di assistenti AI alternativi a Gemini, con accesso più diretto alle app e ai componenti hardware. Tuttavia, la condivisione dei dati di ricerca solleva preoccupazioni sulla privacy, poiché le informazioni più personali degli utenti potrebbero essere rese disponibili a terze parti senza adeguate garanzie di anonimizzazione.
Per gli sviluppatori italiani, la nuova normativa potrebbe richiedere adeguamenti tecnici per integrare i propri assistenti AI con Android 18 e garantire la corretta gestione dei dati di ricerca. Le scadenze strette (agosto 2027 per Android, gennaio 2027 per Search) impongono una rapida pianificazione delle roadmap.
Per gli acquirenti di telefonia, la decisione di Google potrebbe influenzare la disponibilità di dispositivi Android con funzionalità AI più aperte e compatibili con servizi concorrenti, offrendo maggiore libertà di scelta rispetto ai dispositivi con assistente Google predefinito.
Per chi è interessato a confrontare le opzioni disponibili sul mercato, consultare la nostra sezione telefonia per approfondire le differenze tra i principali modelli Android.
Domande frequenti
Google deve davvero condividere la cronologia di ricerca privata?
No, Google sostiene che la condivisione dovrebbe avvenire solo con adeguata anonimizzazione. Il ricorso mira a impedire la divulgazione di dati sensibili senza protezioni sufficienti.
Come influisce questa decisione su Amazon o altri marketplace?
La normativa riguarda principalmente i fornitori di sistemi operativi e motori di ricerca. I marketplace come Amazon non sono direttamente obbligati a condividere dati di ricerca, ma potrebbero beneficiare di un ecosistema più aperto per le integrazioni AI.
Quali sono le scadenze chiave da ricordare?
Android 18 o agosto 2027 per l’interoperabilità AI; condivisione dati Search tra agosto 2026 e gennaio 2027.
Google può modificare le proprie politiche di sicurezza?
Sì, l’azienda ha già presentato ricorso per chiedere l’annullamento delle decisioni della Commissione, sostenendo che le norme attuali indebolirebbero le protezioni di sicurezza su Android.
